Politica, ma quanto costi?

1 10 2007

Da tempo si parla di abbassare i costi della politica e questo sempre la medicina miracolosa per contrastare la cosiddetta anti-politica, ossia la sfiducia e l’ostilità dei cittadini nei confronti delle istituzioni dello Stato.

Nella prossima finanziaria si prevede un taglio alle spese per circa 1 miliardo di euro e il politico gongola, contento di salvare la poltrona. Ma è veramente così?. Dato che non mi è possibile prevedere se questo avverrà realmente, non posso che fare riferimento ai dati di questi anni, nei quali il costo della spesa non è diminuito. Questo è un dato di fatto che può essere indicativo del futuro che ci attende.

Camera dei deputati. I costi totali nel 2007 sono cresciuti del 2,94% per un bel totale di 1 miliardo e 53,5 milioni di euro. Quasi ogni voce della spesa, dagli stipendi ai trasporti, dall’acquisto di beni e servizi alle pensioni parlamentari, è aumentata, in alcuni casi fino al 4% e oltre. In controtendenza solo le bollette di luce e gas e quelle telefoniche che segnano in totale una diminuzione all’incirca del 10%.

Senato della Repubblica. Anche qui si registra un + 2,77% rispetto all’anno scorso per un totale di 948, 689,447 euro. Anche qui da una parte si toglia ma dall’altra si aumenta. Si spende meno all’interno delle diverse commissioni d’inchiesta (fino ad un sorprendente -75%) ma si aumentano indennità e stipendi e tante altre spese come quelle per ristoranti e buvette. (fonte la Repubblica) Leggi il seguito di questo post »




Dossier: la fine dell’età del petrolio.

25 07 2007

Oggi siamo abituati a considerare il petrolio come qualcosa di inesauribile e perciò ancora peggio ad usarlo e sprecarlo per ogni cosa. Ma il problema è che esso è tutt’altro che infinito perciò un giorno saremo costretti a farne a meno. Che succederà allora? ritorneremo ad abitare nelle caverne?

Ma la prima questione da risolvere è la seguente: quando finirà l’età del petrolio?

Oggi il consumo giornaliero di petrolio si aggira intorno agli 80 milioni di barili mentre quello annuale è intorno ai 26-28 miliardi. Le riserve mondiali petrolifere, tra quelle già esistenti e quelle da scoprire tramite nuovi giacimenti, sono estremamente difficili da calcolare in quanto da una parte le compagnie petrolifere e gli stati produttori tendono a gonfiare le cifre e perciò a non offrire dati reali, mentre dall’altra vi sono oggettive difficoltà tecniche di calcolo. Alcuni parlano di una disponibilità che si aggira attorno ai 1100 o 1300/1400 miliardi di barili ancora da sfruttare mentre i più ottimisti si spingono fino a 1700 miliardi. Da questo calcolo restano fuori i giacimenti ancora da scoprire. Le cifre sembrano rassicuranti (tenendo fermo il consumo annuale si ottengono ancora 50/60 anni di spreco assicurato) e se poi si aggiungono i miliardi di barili sfruttabili da giacimenti ancora da scoprire (si parla per eccesso di 900 miliardi che prolungherebbero di circa 30 anni lo spreco) si può essere accusati di catastrofismo. Leggi il seguito di questo post »




Amministrative 2007 (parte II).

14 06 2007

Ecco quanto è successo ai ballottaggi.

Provincie.

A Genova vince il Cs con il 51,4%. In totale 3 provincie al Cs e 5 al Cd e in questo caso i risultati sono uguali a quelli precedenti.

Comuni Capoluogo.

Il Cd vince a Lucca (eletto Mauro Favilla 52, 5%), Matera (con il 57,8%), Latina (con il 62,2%) e Oristano (58. 2%).

Il Cs vince a Piacenza (eletto Roberto Reggi con il 55,7%) e Pistoia (eletto Renzo Berti con il 53,3%).

A Parma si impone la lista civica di Pietro Vignali (56, 6%) e a Taranto la sinistra radicale con il 76,3%.

In definitiva 8 comuni capoluogo all’unione e 18 alla casa della della libertà. In questo caso notiamo un calo dell’unione rispetto alle elezioni precedenti dove i numeri erano rispettivamente di 12 e 14. Leggi il seguito di questo post »




Amministrive 2007 (parte I).

29 05 2007

Alle urne si sono recati 10.225.434 di italiani per rinnovare gli organi di governo di 7 provincie e 856 comuni (tra cui 26 capoluoghi).

I risultati

Provincie.

Il Centrodestra ha ottenuto la provincia di Vercelli (66, 7%), di Como (67, 8%), di Varese (67,1%), di Vicenza (59,9%) e di Ragusa (65,4%).

Il Centrosinistra ha vinto ad Ancona (55,6) e a La Spezia (53,1%). Ballottaggio per la provincia di Genova.

Riassumendo 2 provincie all’Unione, 5 alla Casa delle libertà e 1 non ancora decisa.

Comuni capoluogo.

Vittoria del centrodestra ad Alessandria (63%), Asti (56,2%), Como (56,2%), Monza (53,5%), Belluno (53,6%), Verona (60, 7%), Gorizia, Rieti (52,2%), Isernia (69,1 %), Lecce (56, 2%), Trani (60,2%), Reggio Calabria ed Olbia (66,9%).

Vittorie del centrosinistra a Cuneo (51%), Genova (51,2%), La Spezia (51%), Frosinone (53,3%) e L’Aquila (53,2%).

Ballottaggio tra Cd e Cs a Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Matera, Latina ed Oristano. A Taranto in corsa 2 liste della sinistra.

Per riassumere 13 comuni alla Casa delle Libertà, 5 all’Unione e 8 al ballottaggio. Alle precedenti elezioni 12 comuni capoluogo erano andati al Cs e 14 al Cd . Leggi il seguito di questo post »