Una buona notizia.

20 12 2007

Ogni tanto capita di parlare di una buona notizia, una di quelle che ti rende felice e ti fa sperare nel futuro. Oggi si può e l’occasione è da cogliere al volo. Martedì 18 dicembre l’assemblea generale delle Nazioni Uniti ha approvato una moratoria internazionale sulla pena di morte con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti.
Ma partiamo da quando tutto è cominciato. Ecco a grandi linee un breve tragitto del cammino percorso.

Tentativi vengono fatti dal lontano 1994. In quell’anno l’Italia presenta una bozza di risoluzione che però viene respinta. Dal 1997 su iniziativa italiana e dal 1999 su iniziativa europea, la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani approva ogni anno una risoluzione che chiede “una moratoria delle esecuzioni capitali, in vista della completa abolizione della pena di morte” (da wikipedia). Nel 1999 è la volta del tentativo dell’UE che però all’ultimo momento ritira la proposta. Nel 2003 un altro tentativo fallisce. Nel 2006 l’Italia rilancia l’argomento e l’UE si fa promotrice di una dichiarazione di associazione contro la pena di morte con la quale si chiede all’assemblea generale dell’ONU di toccare in futuro l’argomento. Nel gennaio del 2007 il governo italiano si impegna a dare inizio alle procedure formali per giungere ad una risoluzione alla prossima assemblea generale dell’ONU e riceve l’appoggio dell’Unione Europea. Nel maggio dello stesso anno l’Italia inoltre ottiene il via libera per redarre il testo, trovare alleati sul piano internazionale e rivolgersi alle Nazioni Unite per riaprire l’argomento. A settembre il testo giunge al palazzo di vetro a New York, a novembre viene approvato dalla Terza Commissione ONU e a dicembre finalmente diviene oggetto di una risoluzione dell’assemblea generale. Leggi il seguito di questo post »




Salsa di canaglia alla Beccaria

18 01 2007

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La pena di morte non è legittima perché lo Stato deriva l’autorità dai suoi cittadini e nessun uomo può attribuire ad altri il diritto di decidere della propria vita.
Uccidere un cittadino può essere utile solo per due motivi:
Se egli, nonostante sia in carcere, conserva ancora il potere di costituire un pericolo per lo Stato;
Se la sua morte può essere un esempio che scoraggia gli altri da commettere il suo stesso delitto. [...]
Un Giudice non deve accogliere accuse segrete;
Il carcere preventivo non deve umiliare;
Tutti devono conoscere le leggi per essere al corrente delle conseguenze cui vanno in contro se le trasgrediscono;
La pena di morte è da sopprimere perché distoglie dal compiere un delitto molto meno della consapevolezza di una condanna a vita.
[...]
La pena comminata ha chi commette un reato ha un carattere laico ed una funzione preventiva: non deve rappresentare né una vendetta della società nei confronti del colpevole, né una punizione di carattere morale e religioso. Leggi il seguito di questo post »