Disastro nel mar Nero.

14 11 2007

I fatti oramai sono vecchi di qualche giorno, tuttavia solo ora le conseguenze cominciano a farsi sentire. Domenica 11 novembre una tempesta, con venti a 100 km l’ora e onde alte 6 metri, ha colpito il mar Nero e più precisamente lo stretto di Kerch dove nel porto di Kavkaz era riparate una sessantina di navi. Alcune di esse hanno preso il largo ma sono andate incontro ad un tragico destino : almeno 5 sono affondate a causa delle avverse condizioni meteorologiche ma molte altre si segnalano in difficoltà o alla deriva. Mercantili carichi di zolfo e ferro ma sopratutto una petroliera che, spaccatasi in due, ha riversato in mare almeno 1300 tonnellate di greggio. Un’altra, in difficoltà, è stata, per fortuna, soccorsa evitando il peggio. Purtroppo si registrano almeno 5 vittime a ancora si lamentano una ventina di dispersi.

L’incidente che ha coinvolto la petroliera è avvenuto all’alba. La Volganeft-139, così si chiamava, trasportante 4800 tonnellate di petrolio, a 5 km dalla costa è stava investita da un onda che l’ha spaccata in 2 tronconi, provocando la fuoriuscita di parte del greggio e il disastro. I membri dell’equipaggio sono stati salvati ma desta preoccupazione il liquido restante situato nei serbatoi dell’imbarcazione. La nave, costruita nel 1978, era un battello adibito alla navigazione fluviale non provvisto di doppio scafo (costruito a partire dai primi anni 90 e richiesto a partire dal 2010 e dal 2015, rispettivamente da UE e Stati Uniti, per la navigazione delle petroliere nelle acque sotto la loro giurisdizione). Occorre chiedersi a questo punto come mai l’imbarcazione si sia trovata in mare, dove non era attrezzata per resistere a simili condizioni, e perchè tutte le navi affondate abbiamo preso il largo nonostante il maltempo in arrivo. Questioni, da risolvere in fretta, per determinare eventuali responsabilità. Leggi il seguito di questo post »




Automobili ad idrogeno

18 02 2007


Non hanno senso le macchine ad Idrogeno. Ci sono dei motivi tecnici a supporto di questo, motivi elementari che si possono capire facilmente anche da chi non è addentro ai processi che portano alla “creazione” dell’Idrogeno.
La prima domanda che i media sottacciono riguarda al modo per creare l’Idrogeno. Non viene detto, viene censurato il fatto che per scindere l’acqua (H2O) in Idrogeno più Ossigeno ci voglia energia, il metodo alternativo è il reforming che usa gli idrocarburi (petrolio) oppure il carbone per “creare” l’Idrogeno. Leggi il seguito di questo post »




I Rigassificatori in Italia

14 02 2007


L’Italia consuma tonnellate e tonnellate di gas naturale (metano) al giorno. A parte le auto a gas, lo utilizziamo per scaldare le case e per cucinare ma, soprattutto, lo utilizziamo per produrre energia elettrica.
Ma l’Italia produce pochissimo metano, la maggior parte di quello che consumiamo lo importiamo dall’estero soprattutto da Russia, Algeria, Olanda e Libia. E’ possibile liquefare il gas portandolo a temperature molto basse, caricarlo su grandi navi e trasportarlo in qualsiasi parte del mondo. Tuttavia, prima di poterlo riutilizzare, una volta scaricato questo gas liquefatto deve essere riportato allo stato gassoso, ovvero “rigassificato”. Lo strumento che esegue questa operazione si chiama appunto “rigassificatore”
Solitamente il gas viene trasformato in liquido, mediante un forte abbassamento della temperatura, per poter essere trasportato in cisterne o navi cisterna e ritrasformato nello stato aeriforme per poter essere immesso nelle condutture della rete di distribuzione. Questa soluzione viene adottata quando il luogo di produzione del gas naturale è lontano dal luogo di utilizzo, e non vi è un collegamento mediante gasdotti. Leggi il seguito di questo post »