Il mondo occulto del gas

28 07 2007

Come forse alcuni di voi ricorderanno, dopo un anno e mezzo di trattative, Scaroni (amministratore delegato dell’ Eni) e Miller ( amministratore delegato della Gazprom), a metà novembre 2006 hanno firmato a Mosca un accordo che consiste nella proroga delle forniture di gas dalla Russia all’Italia fino al 2035 e Gazprom in compenso ottiene l’accesso a vendere direttamente gas sul mercato italiano già dall’aprile di quest’anno.

I giornali hanno definito l’accordo un evento storico che darà più gas all’Italia, ma è tutta una balla, perché nessuno dice che esiste una legge, in Russia, si chiama la cosiddetta legge sull’esportazione del gas che da il monopolio assoluto alla Gazprom per l’esportazione di gas. Cosa significa questo, che qualsiasi quantitativo di gas che possa essere trovato o nello sviluppo di giacimenti, dovrà essere ceduto, bocca-pozzo, alla Gazprom. Quindi poi sarà la Gazprom a decidere se lo vuol vendere in Cina, o se lo vuol vendere in Europa, o se lo vuol vendere in Italia, quindi in Italia come tale non verrà niente. Quindi l’unico vero effetto dell’accordo è che la Gazprom, azienda statale controllata direttamente da Putin, che detiene il monopolio mondiale del gas potrà vendere direttamente in Italia.

Facciamo un passo indietro e vediamo perché il gas sta diventando così importante. Il gas è un combustibile utilizzato per produrre energia elettrica, per l’industria e per il riscaldamento delle nostre case così come il petrolio con la differenza che ha un minor impatto ambientale e per questo è destinato a diventare il combustibile più importante.

Sarà quindi il gas a definire lo scacchiere mondiale futuro nel quale la Russia sarà destinata ancora una volta a svolgere un ruolo cruciale. Il mondo del gas è sempre stato un mondo pieno di misteri e continua ad esserlo, infatti non esistono documenti che stabiliscano a quale prezzo l’Eni acquisti gas dalla Russia nonostante numerose richieste di certificazioni da parte delle istituzioni governative. Leggi il seguito di questo post »




Dossier: la fine dell’età del petrolio.

25 07 2007

Oggi siamo abituati a considerare il petrolio come qualcosa di inesauribile e perciò ancora peggio ad usarlo e sprecarlo per ogni cosa. Ma il problema è che esso è tutt’altro che infinito perciò un giorno saremo costretti a farne a meno. Che succederà allora? ritorneremo ad abitare nelle caverne?

Ma la prima questione da risolvere è la seguente: quando finirà l’età del petrolio?

Oggi il consumo giornaliero di petrolio si aggira intorno agli 80 milioni di barili mentre quello annuale è intorno ai 26-28 miliardi. Le riserve mondiali petrolifere, tra quelle già esistenti e quelle da scoprire tramite nuovi giacimenti, sono estremamente difficili da calcolare in quanto da una parte le compagnie petrolifere e gli stati produttori tendono a gonfiare le cifre e perciò a non offrire dati reali, mentre dall’altra vi sono oggettive difficoltà tecniche di calcolo. Alcuni parlano di una disponibilità che si aggira attorno ai 1100 o 1300/1400 miliardi di barili ancora da sfruttare mentre i più ottimisti si spingono fino a 1700 miliardi. Da questo calcolo restano fuori i giacimenti ancora da scoprire. Le cifre sembrano rassicuranti (tenendo fermo il consumo annuale si ottengono ancora 50/60 anni di spreco assicurato) e se poi si aggiungono i miliardi di barili sfruttabili da giacimenti ancora da scoprire (si parla per eccesso di 900 miliardi che prolungherebbero di circa 30 anni lo spreco) si può essere accusati di catastrofismo. Leggi il seguito di questo post »




I Rigassificatori in Italia

14 02 2007


L’Italia consuma tonnellate e tonnellate di gas naturale (metano) al giorno. A parte le auto a gas, lo utilizziamo per scaldare le case e per cucinare ma, soprattutto, lo utilizziamo per produrre energia elettrica.
Ma l’Italia produce pochissimo metano, la maggior parte di quello che consumiamo lo importiamo dall’estero soprattutto da Russia, Algeria, Olanda e Libia. E’ possibile liquefare il gas portandolo a temperature molto basse, caricarlo su grandi navi e trasportarlo in qualsiasi parte del mondo. Tuttavia, prima di poterlo riutilizzare, una volta scaricato questo gas liquefatto deve essere riportato allo stato gassoso, ovvero “rigassificato”. Lo strumento che esegue questa operazione si chiama appunto “rigassificatore”
Solitamente il gas viene trasformato in liquido, mediante un forte abbassamento della temperatura, per poter essere trasportato in cisterne o navi cisterna e ritrasformato nello stato aeriforme per poter essere immesso nelle condutture della rete di distribuzione. Questa soluzione viene adottata quando il luogo di produzione del gas naturale è lontano dal luogo di utilizzo, e non vi è un collegamento mediante gasdotti. Leggi il seguito di questo post »